Il GIARDINO GARZONI 

Da secoli attrae principi, studiosi, appassionati

Statue, Giochi d’acqua, angoli del Giardino

Tutto lo Storico Giardino Garzoni è popolato da simboli e da statue che spiccano

tra il verde oppure vi si nascondono (provate a scovare il Turco!…).

Una narrazione, talvolta enigmatica, rivolta al visitatore.

Lasciate libera la vostra immaginazione, mentre apprezzate

la varietà delle coltivazioni,

il delicato sistema idraulico che in gran parte ripercorre

quello del Settecento, grazie al quale si alimentano giochi d’acqua, cascate e fontane, i freschi vialetti che dalla Scala d’Acqua vi porteranno verso angoli suggestivi come il Labirinto (consigliato ai fidanzati, si dice che percorrerlo assicuri matrimonio e lunga durata della storia d’amore!), il Teatro di Verzura, il Viale dei Poveri, affiancato da figure pittoresche. Unico e speciale il padiglione dei Bagnetti che offre vasche di ogni genere e forma, ed ogni spazio è congegnato per essere invisibile a tutti gli altri. Neanche la piccola orchestra che da un palchetto allietava dame e cavalieri mentre si “bagnavano” poteva vedere ciò che accadeva sotto di sé: così, gli ospiti potevano godere la frescura e il piacere dell’acqua nella massima discrezione e dedicarsi, se lo desideravano, anche a più maliziosi divertimenti…

LA VILLA 

Un monumento verde unico in Europa nel quale si trovano echi ed ispirazioni comuni con giardini come quello della Reggia di Caserta o quello di Wihlelmshohe a Kassel.

Lo Storico Giardino Garzoni è un incantesimo del ‘700, giunto pressoché intatto fino a noi. Lo Storico Giardino Garzoni è tutt’uno con la Villa (in restauro, non visitabile) che lo affianca e in parte lo sovrasta. Qui ha lavorato da ragazza la madre di Carlo Lorenzini/Collodi Angiolina Orzali, e vi ha conosciuto il futuro marito, Domenico Lorenzini.

L’ultima discendente della famiglia Garzoni vendette la proprietà nella seconda metà degli anni ’20. Il complesso di Villa e Giardino, che si trovava in cattive condizioni sul finire del ‘900, è stato sapientemente recuperato dall’attuale proprietà, in collaborazione con la Fondazione Nazionale Carlo Collodi che ha in affidamento la gestione e la cura del Giardino attraverso la sua controllata Sviluppo Turistico Collodi srl.

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